Storia
Il primo dato certo dell'esistenza di San
Benedetto è dell'anno 998, mentre
sull'origine non si hanno certezze anche se è
accreditata l'ipotesi di un nucleo sorto attorno
ad una chiesa che avrebbe ospitato le spoglie di
San Benedetto martire, soldato romano
martirizzato nell'antica Cupra (attuale Cupra
Marittima). Più nebulosa la teoria secondo
la quale San Benedetto sorga sul sito
dell'antica città di
Castrum Truentinum (o Truentum) che, a tutt'oggi,
gli storici non hanno collocato con certezza.
Anche se è plausibile mettere in relazione la
presenza di questa importante città con il
percorso dell'antica via Salaria, la strada
consolare che da Roma attraversa gli Appennini e
raggiunge l'Adriatico proprio in prossimità
dell'attuale Porto d'Ascoli. Nel XIV e XV secolo San Benedetto fu contesa tra Ascoli e Fermo. Nel 1478 un'epidemia di peste, pare portata da turchi, devastò il territorio di San Benedetto decimando la popolazione a tal punto che nel 1491, essendo il paese ancora pressoché disabitato, su iniziativa del municipio di Fermo che all'epoca ne deteneva la giurisdizione, venne deciso di dare facoltà ad alcuni profughi imolesi di stabilirsi, concedendo loro terreni in enfiteusi.
Saccheggi e devastazioni a varie riprese caratterizzano anche il XVI secolo per cui il paese, seppure di importanza strategica, non riuscì a svilupparsi se non dopo aver riacquistato un po' di tranquillità. È del 1615 la testimonianza di una prima espansione fuori dalle mura, verso il mare, con la costruzione di una chiesa dedicata alla "Madonna della Marina" in corrispondenza del luogo dove oggi è situata Piazza Cesare Battisti. Nel cortile interno dell'attuale Cattedrale è tuttora conservata un'epigrafe in latino del 1615, a memoria della fondazione di quella chiesa che andò poi distrutta.
L'espansione avvenne lentamente e con gradualità, nel 1793 ci fu il primo intervento urbanistico organizzato, nel 1851 la cittadina contava appena 5.351 abitanti (censimento dello Stato Pontificio). Nel 1863 la costruzione della linea ferroviaria adriatica costituì un passaggio storico per tutto il territorio. Negli stessi anni aprivano i primi stabilimenti balneari e l'amministrazione del sindaco Secondo Moretti delineò la vocazione turistica della cittadina.
Nel 1907 comincia la costruzione del porto peschereccio, il cui ultimo ampliamento è del 2000. Nel 1912 avviene il varo del primo peschereccio a motore in Italia, il "San Marco" , su concezione del monsignor Francesco Sciocchetti.Nel 1935 un decreto regio accoglie la volontà della popolazione della frazione di Porto d'Ascoli che si stacca dal comune di Monteprandone e si unisce a San Benedetto del Tronto.Nel 1944 dopo 144 bombardamenti aerei e 6 cannoneggiamenti navali che hanno devastato la città nella Seconda guerra mondiale, San Benedetto viene liberata.
Musei
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Museo Ittico
È
tra i musei più importanti del territorio
piceno. Intitolato all'insigne scienziato
sambenedettese Augusto Capriotti, inaugurato
nel
1956 comprende oggi oltre 9.000
esemplari suddivisi in:
pesci (pag.ricepti),
crostacei,(pag.ricepti)
molluschi,
cetacei,
echinodermi,
celenterati e
fossili. Interessante anche la
biblioteca contenente più di 1.000 volumi
comprendente anche testi rari e di valore
storico e scientifico. |
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Museo delle Anfore
Ospitato nei pressi del porto, rappresenta
una singolare collezione di
anfore di disparate epoche (cananee,
fenicie, puniche, greche, romane e
bizantine) raccolte in tutto il
Mediterraneo dai pescherecci
sambenedettesi che praticavano la pesca a
strascico, tecnica già da anni non più
consentita, che ha permesso di recuperare
questi reperti perduti di civiltà passate.Il
Museo delle anfore è il primo passo per il
costituendo "Museo del Mare" che si dovrà
comporre anche dell'Antiquarium Truentino e
del Museo della Pesca e della Civiltà
Marinara integrando anche il Museo Ittico e
Paleontologico. |
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Museo di Arte Sacra
Fa parte del circuito dei musei sistini
della
Diocesi di San Benedetto del
Tronto-Ripatransone-Montalto delle
Marche, si trova all'interno del Paese
alto, accanto all'episcopio, ed ospita
una notevole collezione di arte sacra
comprendente sculture lignee di pregio. |
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Palazzo Piacentini
All'interno del
Paese Alto, già
dimora della poetessa Bice Picentini, ora di
proprietà del comune, ospita il Centro di
esposizione di Arte Contemporanea. |
Monumenti
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Torre dei Gualtieri
Più
propriamente denominato "Mastio della Rocca" e più
popolarmente noto come "Torrione" è forse l'elemento più
rappresentativo della città, spiccando dall'altura del
Paese Alto a dominare l'intero abitato.Eseguito
nell'ultimo ventennio del XV secolo a seguito di una
ristrutturazione della cinta muraria dopo uno dei tanti
conflitti tra Ascoli e Fermo.Di altezza relativamente
modesta (20 m), a pianta esagonale schiacciata, è
interamente in laterizio, presenta un orologio sulla
faccia rivolta verso mare e una merlatura superiore
eseguita nel restauro del 1901 su progetto
dell'architetto
Giuseppe Sacconi.
L'interno è suddiviso in quattro livelli forniti di
copertura a volta (a botte cuspidata per i primi due
livelli). |
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Torre Guelfa
Si trova all'interno di una villa privata ma si può
scorgere dalla S.S. 16 in località Porto d'Ascoli. Si
tratta di una torre di difesa a base quadrata del XIV
secolo con opera a sporgere costituita da beccatelli e
piombatoi. Costituita in muratura a sacco con paramenti
esterni ed interni in laterizio, faceva parte del forte
ricostruito dalla città di Ascoli dopo il 1348, dopo la
distruzione patita per mano di Gentile da Mogliano,
signore di Fermo. |
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Chiesa di San Benedetto Martire
Il primo insediamento risale all'XI secolo ma l'attuale
chiesa è della fine del XVIII secolo su disegno
dell'architetto Pietro Augustoni. Interamente in
laterizio con facciata con cornici e paraste e timpano
in pietra. All'interno si conserva una tela del
Cinquecento. |
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Caserma Pontificia
Si trova lungo la S.S. 16 in prossimità
dell'incrocio con via Mare, la via principale di Porto
d'Ascoli. Edificio fortificato a pianta quadrangolare
con corpi d'angolo a "puntone" e chiostro interno a
doppio ordine con archi a tutto sesto, la scarpatura di
base è bloccata a metà altezza con un cornicione a
sezione semicircolare. Portale d'ingresso in pietra con
sovrastante stemma in pietra della città di Ascoli. La
copertura è con capriate in legno e sovrastante manto di
coppi. Chiamata anche "Caserma Guelfa", è popolarmente
definita come la "Dogana" per il ruolo che assunse per
secoli di ultimo avanposto pontificio prima del Regno
delle due Sicilie. |
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Lungomare
Nel
1931 su progetto dell'ingegner Luigi Onorati fu
realizzato il lungomare che ancor oggi, oltre ad essere
una via di comunicazione essenziale, è il centro
pulsante della San Benedetto turistica ed è anche
divenuto il luogo col quale si identifica l'immagine
cittadina, in Italia e anche all'estero. Considerato
spropositato all'epoca della costruzione, ha una sede
stradale larga complessivamente 30 metri e parte dalla
rotonda Giorgini, al termine del centralissimo viale
Secondo Moretti, e, nella sua parte più settentrionale,
per il ritiro del mare conseguente al continuo
ingrandimento del porto, risulta molto arretrato
rispetto alla riva del mare. È costeggiato da
lussureggianti giardini, una pineta, campi da tennis, un
campo di pattinaggio e una palazzina con balera
all'aperto, la "Palazzina Azzurra", sulla foce del
torrente Albula che determina la fine del primo tratto,
a sud del quale parte la zona più propriamente
turistica, con stabilimenti balneari sulla spiaggia da
un lato e ville ed alberghi dall'altro lato della
strada. Caratteristica peculiare del lungomare è
l'abbondante presenza di palme (in prevalenza Phoenix
canariensis e sylvestris) che sono diventate un po' il
simbolo cittadino (oggi, tra giardini pubblici e privati
e lungo i viali cittadini, si contano un totale di circa
8.000 palme di varie specie) in senso turistico, avendo
preso la stessa azienda di promozione turistica il nome
di Riviera delle Palme. Al 2001 si deve il completamento
della pista ciclabile che costituisce un'unica
passeggiata fino a Cupra Marittima, anche se, nel
collegamento tra San Benedetto e Grottammare,
nell'attraversamento della zona portuale, tra il molo
sud e il vecchio stadio "F.lli Ballarin", restano alcuni
tratti promiscui e quindi meno fruibili. La parte più
meridionale del lungomare che arriva fino a Porto
d'Ascoli è stata oggetto di interventi in tempi diversi
ma è nel 2004 che si è dato il via ad un rifacimento
radicale che l'ha rinnovato completamente ampliandone la
zona pedonale e ammodernandolo complessivamente. I
lavori per ammodernare il resto del lungomare sono
ancora in corso di svolgimento. |
Bandiera blu
nelle spiagge di
San Benedetto del Tronto
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