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Informazione utile |
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Storia |
Età antica e Alto Medioevo
L'indipendenza della Repubblica ha origini
antichissime, tanto che San Marino è ritenuta la
più antica
repubblica del mondo. La tradizione fa
risalire la sua fondazione al
3 settembre
301 d.C., quando il
Santo Marino, un tagliapietre
dalmata dell’isola di
Arbe fuggito dalle persecuzioni contro i
cristiani dell’imperatore romano
Diocleziano, stabilì una piccola comunità
cristiana sul
Monte Titano, il più alto dei sette colli su
cui sorge la Repubblica. La proprietaria della
zona, una ricca donna di
Rimini donò il territorio del
Monte Titano alla piccola comunità, che lo
chiamò a memoria del fondatore “Terra di San
Marino” che prima di morire, avrebbe secondo la
leggenda pronunziato ai suoi seguaci la seguente
frase:
«Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro
uomo »
Ovvero liberi dall'Imperatore e dal Papa.Parole che sono il fondamento dell'indipendenza
della Repubblica come testimoniato da un
documento di un processo per la mancata
riscossione dei tributi tenutosi nel
1296 (circa mille anni dopo la morte del
Santo) presso il convento di Valle Sant'Anastasio:
«Non pagano perché non hanno mai pagato. È stato
il loro Santo a lasciarli liberi» , «Non
dipendere da nessuno » E, come risulta anche da un trattato di
pacificazione datato
1300, fra il vescovo del Montefeltro e
alcuni castelli tra cui San Marino, di cui esso
è ancora sotto i vincoli feudali.
In questo documento ritrovato a Sant'Igne,
(vicinissimo a San Leo) presso un convento francescano di
Frati Minori, si attesta che San Marino è alla
stregua di
San Leo,
Talamello e
Maiolo, con la differenza che però nelle
ultime tre località comanda un signore che
postula l'esenzione dai tributi come privilegio,
mentre a San Marino invece è la comunità a
rivendicare l'esenzione come un diritto; diritto
che viene dal comandamento di San Marino.
Basso Medioevo e Rinascimento
Lo
Stato della Chiesa,
ad opera del papa
Nicola
IV, riconobbe lo Stato nel
1291. Nel
1320 aderì alla
repubblica il castello di
Chiesanuova. Nel
1351, dopo che il
vescovo di
San Leo e del
Montefeltro lo
ebbe affrancato dai vincoli feudali, San Marino
divenne un libero comune. Il territorio rimase
limitato al Monte Titano fino al
1463, quando la
Repubblica entrò nella coalizione che sconfisse
il signore di
Rimini
Sigismundo Pandolfo
Malatesta. Come ricompensa, papa
Pio II cedette a
San Marino le città di
Fiorentino,
Montegiardino e
Serravalle. Nello
stesso anno, la città di
Faetano chiese di essere annessa alla
Repubblica. Successivamente, i confini dello
Stato non hanno più subito modifiche.A partire
dall’anno
1000,
l’autogoverno era affidato all’assemblea di
tutti i capi famiglia, chiamata
Arengo, L’Arengo
deteneva tutti i poteri, legislativo, esecutivo
e giudiziario, che prima invece erano nelle mani
dell'abate feudatario. Tuttavia, la crescita
delle dimensioni della comunità rendeva
ingestibile un organo decisionale così ampio:
così, nel XIII secolo vennero create assemblee
politiche (il Consiglio dei LX e il Consiglio
dei XII). Nel
1243
venne introdotta la figura dei
Capitani Reggenti
che svolgevano le funzioni di
Capi di Stato.
Eletti dall’Arengo, gestivano il potere
esecutivo e giudiziario. Le prime leggi
risalgono al
1263.
Nel Secolo XV venne
creato il
Consiglio
Grande e Generale, composto da 60
membri dell’Arengo, al quale furono delegate
alcune prerogative dell'assemblea. I nuovi
organi istituzionali assorbirono
progressivamente la maggior parte delle
prerogative dell’Arengo. Quest’ultimo, pur non
essendo mai ufficialmente abolito, svuotato
dalle sue funzioni non venne più convocato a
partire dal
1571.
Età moderna
Il 8 ottobre 1600 è stata promulgata la prima
Costituzione scritta, le Leges Statutae
Republicae Sancti Marini, che sono ancora
alla base delle fonti del diritto sammarinese,
assieme alla Legge elettorale degli Anni ’30.In
seguito si assiste a un processo di
deterioramento delle istituzioni: il
Consiglio Grande e Generale, svincolato da
ogni forma di controllo, diviene strumento per
la realizzazione degli interessi di un numero
sempre più ristretto di famiglie patrizie. Il
Consiglio infatti cessa di essere eletto
dall’Arengo ma viene rinnovato tramite
cooptazione. All’inizio del Secolo XVII viene
stipulato un accordo di protezione con lo
Stato della Chiesa.L'indipendenza del
piccolo Stato è stata messa in pericolo più
volte: in tutta la sua storia, San Marino ha
subito tre brevi occupazioni militari. Nel 1503
Cesare Borgia occupò la Repubblica per
alcuni mesi fino alla sua morte.
Successivamente, nel 1739, il tentativo di
annessione allo Stato della Chiesa ad opera
del cardinale Alberoni, fallito grazie
all'intervento delle potenze dell’epoca, alla
disobbedienza civile e alle proteste davanti al
Papa Clemente XII. L’ultima occupazione
del Paese avvenne nel 1944 ad opera delle truppe
tedesche in ritirata e successivamente dagli
Alleati, che lo occuparono per poche
settimane. Lo Stato è stato riconosciuto dalla
Francia di Napoleone nel 1797 e da
altri Paesi europei al Congresso di Vienna
del 1815. Si racconta che, per dimostrare la
propria gratitudine, lo stesso Napoleone offrì
ai sammarinesi di estendere i loro confini al
mare, ma questi rifiutarono; ciò permise alla
Repubblica di non essere assimilata ad alleato
della Francia al Congresso di Vienna.
L’Ottocento
Durante il
Risorgimento
San Marino costituì un rifugio sicuro per molti
dei personaggi che parteciparono ai moti di
quegli anni, ai quali presero parte anche alcuni
cittadini sammarinesi. Durante le vicende che
hanno portato all’Unità d'Italia,
San Marino assunse fortunosamente un ruolo
fondamentale per
Giuseppe
Garibaldi che trovò rifugio sul Monte
Titano quando, nel
1849,
nel tentativo di raggiungere
Venezia, si
ritrovò circondato da quattro eserciti a
Macerata Feltria.
Garibaldi chiese di transitare attraverso San
Marino al
Consiglio
Grande e Generale. In un primo tempo
la richiesta venne respinta; successivamente
venne reiterata, ma Garibaldi senza aspettare
risposta oltrepassò i confini con i
millecinquecento uomini rimasti e presentò
personalmente domanda di asilo. Uno dei
Capitani Reggenti,
Domenico Maria Belzoppi I
– che era liberale e carbonaro e fu incarcerato
in seguito ai moti di
Rimini del
1845
– glielo concesse in cambio della garanzia
dell’indipendenza e della difesa del piccolo
Stato da scontri armati. In seguito San Marino
continuò a supportare i rifugiati e ad
appoggiare le rivolte, pur in un clima di
sospetto da parte dello
Stato Pontificio e dell'Austria.
I due Paesi progettarono un'occupazione armata
per mettere in discussione la libertà della
Repubblica. Grazie all'intervento della Francia
di
Napoleone III
questo tentativo non ebbe esito. Con l’Unità
d’Italia vennero meno i pericoli di invasione da
parte di Stati stranieri. Un “Trattato
d’amicizia” firmato il
22
marzo
1862 e
revisionato nel
1939
e nel
1971 garantisce
l’indipendenza della Repubblica, il buon
vicinato e favorisce le relazioni commerciali.
Le revisioni hanno provveduto a stabilire
un’unione doganale e un contributo annuale
garantito dall’Italia.
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento,
alcune élite culturali propugnarono un progetto
di riforme per la modernizzazione di una società
agricola, fortemente conservatrice e arretrata
dal punto di vista culturale. Alcuni segni della
trasformazione socioeconomica si poterono
riscontrare nella creazione del catasto nel
1858, nell’apertura
di un nuovo ospedale nel
1865, nella razionalizzazione del sistema
postale e dell’avvio del servizio telegrafico
nel
1880, nella
promulgazione di un nuovo codice penale che
escludeva la
pena di
morte nel
1865.
Ancora, nel
1880
venne potenziato il settore dell’istruzione con
l’assunzione di molti insegnanti, nel
1876 viene fondata la
Società di Mutuo Soccorso per aiutare l’esigua
classe operaia, che promuoverà nel
1882 la creazione
della Cassa di Risparmio. Tuttavia, l’economia
sammarinese rimaneva pesantemente
sottosviluppata, dominata da un’agricoltura
inefficiente – impiegava oltre l’80% della
popolazione, mentre artigiani, operai,
commercianti erano circa il 10% – ,
sostanzialmente priva di attività industriali,
con un forte tasso di disoccupazione. Per questi
motivi, negli ultimi due decenni del secolo
iniziò una forte emigrazione verso gli
Stati Uniti, la
Francia e la
Svizzera....
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Musei |
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Orari:
Dal 20 marzo al 20 settembre:8.00 - 20.00
Dal 21 settembre al 19 marzo:8.50 - 17.00
I musei rimangono chiusi nei seguenti
giorni: Natale, Capodanno, pomeriggio
del 2 Novembre |
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IL MUSEO DI STATO
Il Museo di Stato di San Marino si è formato
nella seconda metà del XIX secolo in seguito ad
una serie di donazioni giunte da tutte le parti
del mondo, dovute a molti ammiratori della
Repubblica e inizialmente promosse dal conte
Luigi Cibrario, ministro di Vittorio Emanuele II
e plenipotenziario dello Stato sammarinese fin
dal primo trattato con il Regno d’Italia (1862).
E' stato inaugurato nel 1899 nel Palazzo
Valloni, sede della Biblioteca Governativa. Reso
autonomo nel 1982, è stato riorganizzato
nell'antico Palazzo Pergami Belluzzi,
opportunamente ristrutturato e riaperto al
pubblico il 18 marzo 2001.
Possiede materiali storici e artistici (quasi
5000 pezzi) alcuni provenienti da San Marino e
pertinenti alla sua storia, e altri di
diversa origine, dovuti ad acquisti, oltre che
ai donativi fatti allo Stato dal 1865 ad oggi.
LE COLLEZIONI
Nel Museo sono esposti:
Reperti archeologici, dal Neolitico all’Alto Medioevo, alcuni dei quali famosi per la loro importanza, come i bronzetti votivi della “Tanaccia” e la borchia in oro del "tesoro di Domagnano", rinvenuti in territorio sammarinese.
Resti architettonici dell’antica Pieve di San Marino, con il cinquecentesco polittico di Francesco Menzocchi.
Dipinti ed oggetti provenienti dal seicentesco convento delle monache Clarisse.
Opere d’arte della Repubblica, con dipinti e sculture del Guercino, Pompeo Batoni, Elisabetta Sirani, Stefano Galletti e altri.
Monete e medaglie antiche sammarinesi (1865-1938).
Reperti archeologici egizi, etruschi e romani, frutto di donazioni.
Oggetti d’arte e dipinti di varia provenienza e di varie epoche, con capolavori di Michele Giambono, Baccio Bandinelli, Tiburzio Passerotti, Bernardo Strozzi. di
piu
>>
Indirizzo: Palazzo Pergami
Belluzzi
Piazzetta del Titano, 1 - San Marino
tel. 0549 883835
museodistato@omniway.sm
info@museidistato.sm |
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Museo San Francesco
Esposizione e ospitata nelle logge sovrapposte
che costituivano il chiostrino quattrocentesco
dell’antico convento francescano. Il pregevole
complesso architettonico fu fondato nel 1361 ed
edificato dai maestri comacini, come confermano
l’iscrizione nell’ingresso e i simboli scolpiti
in alcuni blocchi di pietra della parete ovest
ancora visibili passando nella contrada
adiacente. Nel corso dei secoli la costruzione
ha subito notevoli trasformazioni e solo le mura
esterne conservano le originali caratteristiche.
L’interno della chiesa è stato radicalmente
ristrutturato nel tardo Settecento. Il Museo,
inaugurato nel 1966, si articola nella sezione
di arte sacra e nella pinacoteca; in mostra gli
esemplari più significativi del ricco patrimonio
artistico del Convento e di altre chiese
francescane: dipinti su tavola e su tela, un
prezioso affresco proveniente dalla attigua
chiesa, arredi, suppellettili e paramenti dal
XIV al XVIII secolo, a testimoniare la storia
della presenza dei Conventuali e il loro ruolo
nell’evoluzione dell’arte e della cultura nella
Repubblica. Due piccole sale annesse al Museo
ospitano la raccolta dedicata all'artista Emilio
Ambron, costituita da dipinti e sculture della
prima metà del ‘900, donate dall'autore.
Indirizzo: Via Basilicius - 47890 San Marino
tel. 0549 885132 |
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I Torre o Castello della Guaita
La Prima Torre, o Rocca, o Guaita, è la maggiore
e la piu antica delle tre rocche che dominano
dall'alto la Città di San Marino. Il suo nucleo
centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei
primi abitatori del Monte Titano, risale al
secolo XI ed è pertanto uno fra i più vetusti
fortilizi d'Italia. E' caratterizzata dalla
presenza di due cinte murarie difensive. Quella
esterna, coronata da merli e rinforzata agli
angoli da torrioni angolari che furono abbassati
nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo
girone di mura (Girone della Guaita) eretto a
difesa dell'abitato. La cinta muraria interna,
la più antica, è dotata di un ingresso
sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre
campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni
trasformate successivamente in carceri, e la
Torre della penna, l'antica torre di guardia
che fu ricostruita nella seconda metà del XV
secolo. Nella sua struttura reca ancora le
tracce dei successivi rifacimenti cui fu
sottoposto il complesso difensivo: un pugnale
scolpito su uno dei conci vicino al campanile e
una iscrizione a caratteri gotici sul torrione
orientale, ad esempio, sono stati riconosciuti
come simboli lasciati dalle maestranze comacine
che nel XIII secolo ne eseguirono il primo
restauro, mentre le date 1481 e 1475 incise
rispettivamente sull'arco della porta di accesso
e sull'architrave di una feritoia ricordano gli
importanti rifacimenti subiti negli ultimi
decenni del XV secolo. Tuttavia le numerose
ristrutturazioni alle quali è stato sottoposto
il complesso difensivo, soprattutto nei secoli
XV e XVI, non ne hanno alterato in modo
sostanziale l'aspetto, che rimane austero e
disadorno.
L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930,
ne ha consentito l'apertura ai visitatori.
Indirizzo:
Via Salita alla Rocca - San Marino
tel. 0549 991369
Logge dei Balestrieri
Giardino dei Liburni - San Marino
tel. 0549 882289>
e-mail :galleria@museidistato.sm
Ex Chiesetta di Sant'Anna
Via Donna Felicissima - San Marino |
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CAPPELLA DELLA ROCCA O DI SANTA BARBARA
Al culto di Santa Barbara, protettrice
degli artiglieri, era anticamente
dedicato un piccolo altare all'interno
del torrione sud. L'attuale chiesa,
ubicata a ridosso delle mura esterne
subito a sinistra dell'ingresso alla
torre, è stata edificata soltanto nel
1960. Il piccolo edificio dalle forme
semplici ed essenziali, conserva sulla
porta una pregevole lunetta scolpita
proveniente dalle rovine di una chiesa
duecentesca situata nel Castello di
Domagnano. All'interno, sull'altare in
pietra l'effigie in bronzo di Santa
Barbara con sei candelabri a forma di
torri, realizzati appositamente dallo
scultore fiorentino Bino Bini nel 1979. |
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TORRE CAMPANARIA
Costruita verosimilmente verso la metà
del XVI secolo, rappresenta per i
sammarinesi un simbolo importantissimo.
Durante i secoli passati la voce del "Campanone"
sollecitava i cittadini alla difesa del
paese nei momenti di pericolo; oggi
sottolinea le più importanti ricorrenze
civili e religiose della Repubblica.
Dall'alto del campanile lo sguardo
abbraccia l'intera città, su cui
dominano il Palazzo Pubblico e la Pieve;
in lontananza si scorgono gli speroni
dell'Appennino romagnolo, e sulle alture
più vicine i castelli, fra cui quello di
Verucchio, che appartennero ai Malatesta
di Rimini, avversari storici dei
sammarinesi. |
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TORRE DELLA PENNA
L'antica torre di guardia, a base
pentagonale, è stata ricostruita
nell'attuale aspetto nella seconda metà
del XV secolo e da allora è rimasta
pressoché inalterata. Nel XVI secolo è
stata introdotta la copertura a
spioventi. Dall'alto una incomparabile
visione: contro l'azzurro del cielo si
stagliano a nord est le poderose mura
del castello della Seconda Torre
coronate sullo sfondo dalle vette del
Conero e sotto la fertile pianura che si
estende fino alle spiagge
dell'adriatico; a sud l'Appennino con il
Monte Carpegna. Antico feudo dei duchi
di Montefeltro, da sempre alleati di San
Marino, il Carpegna costituiva un punto
nodale per la difesa reciproca e un
ottimo sito di osservazione del
territorio dell'alta Valmarecchia e dei
possedimenti del Granducato di Toscana. |
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PRIGIONI
Dopo essere stata sede di varie
istituzioni militari, dallanda metà
del secolo XVIII fino al 1970 alcuni
degli ambienti della rocca, quelli che
anticamente costituivano gli
alloggiamenti delle guarnigioni, furono
adibiti a prigioni. Nelle anguste celle,
che oggi ospitano piccole esposizioni
temporanee, venivano tuttavia confinati
solo coloro che dovevano scontare una
detenzione non superiore ai sei mesi;
per pene superiori era previsto il
trasferimento dei condannati nelle
carceri italiane. |
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Palazzo Pubblico Piazza
della Libertà - San Marino
tel. 0549 885370
L’attuale
edificio si erge sul luogo ove anticamente sorgeva il
vecchio Palazzo denominato Domus Magna Comunis,
costruito verosimilmente alla fine del secolo XIV che, dopo
aver subito ripetuti restauri e consolidamenti, fu abbattuto
alla fine dell’Ottocento perché minacciava rovina. Il nuovo
Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu
costruito tra gli anni 1884 -1894 su progetto
dell’architetto romano Francesco Azzurri, presidente
dell’Accademia di S. Luca a Roma, il quale, interpretando le
aspettative e i gusti dei committenti sammarinesi, lo
disegnò nello stile semplice e severo dei palazzi comunali
dei secoli XIII e XIV. Per i lavori di ricostruzione, e in
particolare per quelli in pietra, furono impiegate
maestranze locali dirette dal capomastro sammarinese
Giuseppe Reffi, mentre le decorazioni pittoriche, i
manufatti in ferro battuto e gli arredi furono eseguiti da
artigiani forestieri, scelti appositamente dall’Azzurri.
Dopo cento anni di vita l’edificio, divenuto del tutto
inidoneo alle moderne esigenze di sicurezza e funzionalità,
è stato sottoposto a un complesso intervento di restauro e
ristrutturazione, affidato all’architetto di fama
internazionale Gae Aulenti, che si è concluso il 30
settembre 1996 con una solenne inaugurazione. Il Palazzo,
nel quale si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato, è
sede dei principali organi istituzionali e amministrativi
sammarinesi:
-
i Capitani Reggenti Sono i Capi dello Stato. Sono due ed
esercitano il loro ufficio collegialmente. Vengono eletti
dal Consiglio Grande e Generale fra i propri membri, durano
in carica sei mesi e la loro investitura avviene il 1°
aprile e il 1° ottobre di ogni anno. Ai Reggenti spetta il
titolo di "Eccellenza", ma una volta terminato il loro
incarico, non conservano né prerogative né titoli. I
Capitani Reggenti coordinano, senza diritto di voto, le
sedute del Congresso di Stato; convocano, presiedono e
dirigono i lavori del Consiglio Grande e Generale e del
Consiglio dei XII.
-
il Consiglio Grande e Generale Organo legislativo dello
Stato, è composto da 60 Consiglieri, eletti a suffragio
universale diretto ogni cinque anni. Sono eleggibili nel
Consiglio solo i cittadini sammarinesi che abbiano compiuto
21 anni e che non ricoprano cariche diplomatiche o
consolari. Le funzioni del Consiglio Grande e Generale sono
del tutto assimilabili a quelle di ogni altro Parlamento:
oltre a quella legislativa, al Consiglio compete la funzione
di controllo ed impulso dell'azione di governo. Il Consiglio
è presieduto dai Capitani Reggenti che lo convocano almeno
una volta al mese e ne redigono l'ordine del giorno sulla
base degli orientamenti emersi nell'Ufficio di Presidenza,
l'ufficio composto dai Capigruppo Consiliari che coordina e
programma lo svolgimento dei lavori dell'assemblea.
-
il
Consiglio dei XII Già previsto dagli Statuti del 1491,
il Consiglio dei XII è composto di 12 membri nominati dal
Consiglio Grande e Generale al suo interno. Ha funzioni
giurisdizionali di terza istanza in materia civile ed
amministrativa.
- il
Congresso di Stato E' l'organo di governo della
Repubblica. E' composto da dieci membri, i "Segretari di
Stato", che esercitano collegialmente il potere esecutivo e
sono titolari, ciascuno, di più deleghe politiche. Ad ogni
Segreteria di Stato (assimilabile ad un ministero) fa capo
un Dipartimento con funzioni di coordinamento dei
rispettivi uffici dell'amministrazione.
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LA FACCIATA
Bianca e ariosa è caratterizzata dalla presenza di
tre grandi aperture ogivali e dalla sovrastante
torre merlata dell'orologio. La sua superficie in
pietra arenaria è costellata dagli stemmi di
illustri casate italiane (Visconti, Montefeltro
ecc.), mentre sopra le arcate del portico sono
inseriti quelli dei quattro Castelli che componevano
l'antico contado della Repubblica: Serravalle,
Fiorentino, Faetano e Montegiardino. Al centro, fra
due grandi finestre ogivali, un balcone poligonale
dal quale, con una suggestiva cerimonia, vengono
annunciati i nomi dei Capitani Reggenti eletti per
il semestre. Sull'angolo destro dell'edificio una
splendida statuetta in bronzo del Santo fondatore
Marino, modellata nel 1894 da Giulio Tadolini (Roma
1849-1918); in alto, sulla torre dell'orologio, un
trittico in mosaico di Murano raffigura i Santi Leo,
Quirino e Agata. Sotto il portico, dove si aprono i
tre grandi portoni di ingresso, un busto marmoreo,
scolpito e donato da Giulio Tadolini, onora la
memoria dell'artefice del palazzo, Francesco
Azzurri.
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L'ATRIO Dominato dall'ampio scalone in pietra che conduce
alla balconata del piano ammezzato e ai piani
superiori, è caratterizzato da uno stile sobrio ed
elegante. L'alto soffitto, costituito da un
impalcato in legno policromo, e il fregio
decorativo, che corre tutto intorno, smorzano
l'austerità delle pareti in pietra e conferiscono
unità all'ambiente. Sulla parete di sinistra è
appeso un imponente Stemma barocco della Repubblica,
in pietra arenaria, che un tempo ornava la facciata
del vecchio Palazzo; a destra, sotto lo scalone, un
busto bronzeo raffigurante Giosuè Carducci, opera
del cesenate Tullo Golfarelli, ricorda l'insigne
poeta che il 30 settembre 1894 pronunciò l’orazione
inaugurale del nuovo Palazzo. Decorano la parete
dello scalone d'onore, assieme alle diverse lapidi
dedicate a illustri personaggi sammarinesi e
stranieri, due balestre da posta cinquecentesche,
ultime superstiti di una originale e florida
produzione locale. In fondo, sulla parete opposta
all'ingresso, si aprono le porte dalle quali si
accede agli Uffici della Segreteria Istituzionale e
alla Sala delle Udienze, dove i Capitani Reggenti
ricevono gli ospiti importanti e, periodicamente, i
cittadini. |
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L'AMMEZZATO E'
il piano intermedio fra il piano terra e il piano
nobile, dal quale si diparte la balconata che si
affaccia sull'atrio. Vicino alla porta che conduce
al locale oggi adibito a Sala Stampa, una piccola
tempera murale, realizzata su disegno di Francesco
Azzurri, ricorda la liberazione della Repubblica
dall'occupazione del Cardinale Giulio Alberoni,
Legato Pontificio in Romagna, conclusasi il 5
febbraio 1740, giorno consacrato a Sant’Agata, che
da allora venne elevata al rango di compatrona della
Repubblica.
Nel dipinto, meglio conosciuto come "lapide
alberoniana", il cardinale Alberoni è raffigurato
nel grande albero minaccioso che Sant'Agata,
effigiata come una stella, colpisce con un raggio di
luce disseccandolo e troncando il ramo da cui pende
il suo cappello cardinalizio. Si sono voluti
rappresentare così, tanto il fallimento
dell’aggressione della Repubblica, quanto la fine
della brillante carriera del Cardinale, che infatti
nel conclave del 1740 non fu eletto, come sperava,
papa.
L'opera, come testimonia la iscrizione sottostante,
è dedicata a quei personaggi che si adoperarono
attivamente presso la curia romana per restituire
l’indipendenza al territorio sammarinese. Accanto
alla lapide è stato collocato il busto marmoreo di
Papa Clemente XII che, nell’occasione, si adoperò
affinché i sammarinesi potessero riconquistare la
pace e la libertà perduta. |
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IL VESTIBOLO Proseguendo lungo lo scalone d'onore, si incontra
l'ambiente su cui si aprono la Sala del Consiglio
Grande e Generale e la Sala del Consiglio dei XII.
Fra le due porte di accesso alla Sala del Consiglio
Grande e Generale è possibile ammirare da vicino il
trittico ceramico che originariamente ornava la
torretta dell'orologio. Realizzato nel 1894 dal
ceramista romano Guglielmo Castellani su disegno
dell'artista sammarinese Pietro Tonnini il trittico,
gravemente danneggiato dalla seppur breve
esposizione agli agenti atmosferici, fu rimosso nel
1922 dalla sua sede e sostituito da uno identico in
mosaico, commissionato ad una ditta specializzata di
Murano. Secondo la tradizione l'opera raffigura i
Santi Leo, Marino e Agata, ma l'inconsueta veste da
soldato romano con la quale viene presentato Marino
pone qualche dubbio sulla corretta lettura del
dipinto. Più probabile sembra l'ipotesi avanzata di
recente che identifica nel santo al centro S.
Quirino, eletto protettore della Repubblica fin dal
1547. L'ipotesi sembra altresì confortata dal fatto
che il Santo Marino è comunque 'presente' sulla
facciata del Palazzo raffigurato nella bella statua
in bronzo, modellata da Giulio Tadolini. |
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LA SALA DEL
CONSIGLIO DEI XII E'
una piccola sala di rappresentanza in stile
cinquecentesco, la cui porta di ingresso reca
l'iscrizione : "Animus in audiendo benignus"
(Cortesia nelle udienze). Ospita una delle più
splendide e più note immagini del Santo Marino,
raffigurato mentre benedice la sua città che regge
in mano. Tradizionalmente attribuito al Guercino, il
dipinto è stato recentemente riconosciuto come opera
del suo allievo e collaboratore Bartolomeo Gennari
(1594-1661). |
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LA SALA DEL
CONSIGLIO GRANDE E GENERALE Destinata allo svolgimento delle attività
parlamentari di San Marino, ospita gli scranni dei
60 consiglieri e il trono dei Capitani Reggenti che
ne presiedono le assisi. E' dominata dalla grande
tempera murale che rappresenta L’apparizione di San
Marino al suo popolo, dipinta da Emilio Retrosi nel
1894. Il Santo è raffigurato alle falde del monte
Titano nell'atto di lasciare ai Sammarinesi il suo
ideale retaggio di libertà e indipendenza; alla sua
destra sono effigiati i due Capitani Reggenti
circondati dai maggiorenti del Titano e da alcuni
armati; alla sua sinistra il popolo e i
rappresentanti delle varie corporazioni.Le
decorazioni murali che ornano le altre pareti sono
opera dei pittori senesi Pietro Lolli, Giuseppe
Rossi e Carlo Merlini, scelti appositamente
dall'architetto Azzurri. Sulla parete opposta alla
tempera del Retrosi, in alto, si apre la Tribuna per
il pubblico, dove al centro spicca una bella
immagine allegorica della Repubblica; sotto la
tribuna un monumentale camino in pietra con gli
stemmi dello Stato e dei nove Castelli sammarinesi,
scolpito dall'artigiano sammarinese Marcello Reffi. |
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LA SALA DELLO
SCRUTINIO Vi
si accede direttamente dalla Sala del Consiglio
Grande e Generale. E' una piccola sala, le cui
finestre si affacciano sulla Piazza della Libertà,
dove semestralmente si svolgono le operazioni di
spoglio delle schede di nomina dei Capitani
Reggenti. Ne ornano le pareti due importanti dipinti
seicenteschi, raffiguranti San Giovanni Battista e
San Marino lapicida, tradizionalmente attribuiti a
Giovanni Lanfranco (1582-1647). |
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La seconda torre e il museo dei armi antiche
Via Salita alla Cesta - San Marino
tel. 0549 991295
La Seconda Torre, o Castello della Cesta, sorge
sulla vetta più alta del Titano a 755 metri s.l.m. e
costituisce il passaggio intermedio di un percorso
panoramico di incomparabile splendore, che sul
ciglio del monte collega le tre antiche torri di San
Marino. Il nucleo primitivo della Cesta, come
testimonia l’etimologia latina del termine, era
utilizzato come torre d’avvistamento già in epoca
romana e la sua presenza viene citata, col medesimo
nome, in un documento datato 1253. Nel 1320 venne
munita di un alto muro esterno e raccordata al
complesso delle fortificazioni della seconda cinta
difensiva della città, mantenendo le sue funzioni
fino alla fine del XVI secolo. La porta dalla quale
si accede all'interno del fortilizio fu aperta nel
corso del XVI secolo, e l'architrave, ai lati dello
stemma della Repubblica, reca incisa la data 1596 ad
indicare l'anno del suo rifacimento. Nonostante le modifiche apportate durante i numerosi
restauri il Mastio a base pentagonale conserva
inalterato l'aspetto caratteristico delle torri
medievali con le caditoie e le balestriere. In
disuso dal XVII secolo, il fortilizio è stato
oggetto di un importante e radicale restauro nel
1924-25, che ne ha arrestato il degrado e gli ha
restituito il suo aspetto originario. Dal 1956 è
sede del Museo delle Armi Antiche, dove sono
esposti circa 700 esemplari oplologici di diverse
tipologie e diverse epoche.
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Museo delle Armi antiche Nel
museo viene presentata parte della ricca collezione oplologica che lo Stato ha acquisito fra il 1956 e
il 1972.Il circuito espositivo, che si articola in
quattro sale, traccia l’evoluzione delle "armi
bianche" e "da fuoco" con esemplari di notevole
valore storico comprendenti armature, armi in asta,
armi da fuoco a miccia, a ruota e a pietra focaia,
fino alle armi sperimentali della transizione
ottocentesca e a quelle a retrocarica dell’ultimo
scorcio del secolo XIX. |
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Sala I Evoluzione delle armi in asta: In
esposizione una ricca collezione di "armi in asta"
dalle poderose asce da guerra del XV secolo alle
esili ed eleganti alabarde da parata del XVII. Fra
queste di notevole interesse sono le asce da guerra,
dotate di lame pesantissime, e alcuni esemplari
delle prime alabarde dalla forma tozza e
approssimativa. Attraverso l'ingentilirsi delle
forme dei falcioni e dei ronconi si testimonia il
declino di alcune tipologie di armi in asta a favore
delle armi da fuoco. |
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Sala II Armature e parti di armatura:
I
reperti di provenienza italiana, inglese e tedesca
databili tra il 1490 e il 1630, mostrano l'eccelsa
maestria raggiunta dagli armieri europei nella
lavorazione degli acciai. Fra le armature veramente
raro un pettorale da bambino, in acciaio inciso e
dorato, realizzato in Inghilterra intorno al 1540
nella reale fabbrica d'armi di Greenwich. |
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Sala III Evoluzione delle armi da fuoco: Dai
rudimentali archibugi a miccia del XV secolo fino ai
rivoluzionari ritrovati tecnici del XVIII si offre
una panoramica che testimonia l'alto grado di
tecnologia raggiunta dai maestri d'arme, sensibili
ai dettami artistici delle epoche che li videro in
attività. Fra i pezzi di maggior pregio un raro
fucile a pietra focaia e a retrocarica realizzato
intorno al 1720 in una manifattura della Baviera
Meridionale. Nella sala è presente anche una
preziosa raccolta di spadini da lato impreziositi da
raffinate incisioni e dorature.
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Sala IV Armi bianche e da fuoco sec. XVIII - XX
: La
rivoluzione industriale del primo '800 si riflette
nella definitiva affermazione delle armi da fuoco
sulle armi bianche. Di particolare interesse gli
esemplari delle prime armi a retrocarica, le
produzioni americane e i primi tentativi di
ripetizione ordinaria. In una panoplia sono inoltre
raccolti alcuni esemplari di armi e buffetterie
della epoca napoleonica di fabbricazione francese,
inglese e austriaca. |
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Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Eugippo - San Marino
tel. 0549 883002/ 885414
fax.0549 883003
La storia della Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea prende l’avvio nel 1956 con la
felice stagione delle Biennali di San Marino. La
prima edizione, intitolata "Premio d’Arte Figurativa
del Titano", ebbe tra i suoi principali fautori e
ideatori Mario Penelope, che riuscì a coinvolgere
alcuni fra i maggiori artisti contemporanei, fra i
quali Renato Guttuso intervenuto in qualità di
membro della commissione giudicatrice. Il successo
ottenuto da questa prima esposizione, alla quale
parteciparono più di 515 artisti e circa centomila
visitatori, incoraggiò gli organizzatori a reiterare
l'esperienza, anche con l'obbiettivo di costituire a
San Marino, attraverso la formula del "premio
acquisto", una collezione d'arte contemporanea.
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La
collezione statale d’Arte Moderna e Contemporanea
si compone di circa 750 opere, collocate
storicamente fra i primi decenni del XX secolo e i
giorni nostri e suddivise nelle diverse tipologie di
espressione artistica: dipinti, disegni, acquerelli,
sculture, fotografie. Acquisite per donazione o
attraverso la formula del “premio acquisto”,
comprate o commissionate direttamente agli artisti,
tutte le opere testimoniano della lunga attività
svolta da questo istituto nell'ambito
dell'espressione artistica contemporanea. Così
accanto alle opere di artisti di fama e prestigio
internazionale, quali quelle di Renato Guttuso,
Corrado Cagli, Emilio Vedova, Achille Perilli, Enzo
Mari, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Gian Marco Montesano,
Luigi Ontani, la collezione annovera i lavori di
artisti "emergenti", spesso meno conosciuti e
quotati, ma che contribuiscono a documentare la
grande vitalità creativa e la complessità della
produzione artistica contemporanea. La sede
espositiva permanente della collezione è oggi
situata nella Galleria di via Eugippo, nel centro
storico di San Marino, sede che attualmente è in
fase di ristrutturazione. |
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