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    Repubblica di San Marino

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Informazione utile
Storia
Età antica e Alto Medioevo  L'indipendenza della Repubblica ha origini antichissime, tanto che San Marino è ritenuta la più antica repubblica del mondo. La tradizione fa risalire la sua fondazione al 3 settembre 301 d.C., quando il Santo Marino, un tagliapietre dalmata dell’isola di Arbe fuggito dalle persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore romano Diocleziano, stabilì una piccola comunità cristiana sul Monte Titano, il più alto dei sette colli su cui sorge la Repubblica. La proprietaria della zona, una ricca donna di Rimini donò il territorio del Monte Titano alla piccola comunità, che lo chiamò a memoria del fondatore “Terra di San Marino” che prima di morire, avrebbe secondo la leggenda pronunziato ai suoi seguaci la seguente frase: «Vi lascio liberi dall'uno e dall'altro uomo » Ovvero liberi dall'Imperatore e dal Papa.Parole che sono il fondamento dell'indipendenza della Repubblica come testimoniato da un documento di un processo per la mancata riscossione dei tributi tenutosi nel 1296 (circa mille anni dopo la morte del Santo) presso il convento di Valle Sant'Anastasio: «Non pagano perché non hanno mai pagato. È stato il loro Santo a lasciarli liberi» , «Non dipendere da nessuno » E, come risulta anche da un trattato di pacificazione datato 1300, fra il vescovo del Montefeltro e alcuni castelli tra cui San Marino, di cui esso è ancora sotto i vincoli feudali. In questo documento ritrovato a Sant'Igne, (vicinissimo a San Leo) presso un convento francescano di Frati Minori, si attesta che San Marino è alla stregua di San Leo, Talamello e Maiolo, con la differenza che però nelle ultime tre località comanda un signore che postula l'esenzione dai tributi come privilegio, mentre a San Marino invece è la comunità a rivendicare l'esenzione come un diritto; diritto che viene dal comandamento di San Marino.
Basso Medioevo e Rinascimento Lo Stato della Chiesa, ad opera del papa Nicola IV, riconobbe lo Stato nel 1291. Nel 1320 aderì alla repubblica il castello di Chiesanuova. Nel 1351, dopo che il vescovo di San Leo e del Montefeltro lo ebbe affrancato dai vincoli feudali, San Marino divenne un libero comune. Il territorio rimase limitato al Monte Titano fino al 1463, quando la Repubblica entrò nella coalizione che sconfisse il signore di Rimini Sigismundo Pandolfo Malatesta. Come ricompensa, papa Pio II cedette a San Marino le città di Fiorentino, Montegiardino e Serravalle. Nello stesso anno, la città di Faetano chiese di essere annessa alla Repubblica. Successivamente, i confini dello Stato non hanno più subito modifiche.A partire dall’anno 1000, l’autogoverno era affidato all’assemblea di tutti i capi famiglia, chiamata Arengo, L’Arengo deteneva tutti i poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, che prima invece erano nelle mani dell'abate feudatario. Tuttavia, la crescita delle dimensioni della comunità rendeva ingestibile un organo decisionale così ampio: così, nel XIII secolo vennero create assemblee politiche (il Consiglio dei LX e il Consiglio dei XII). Nel 1243 venne introdotta la figura dei Capitani Reggenti che svolgevano le funzioni di Capi di Stato. Eletti dall’Arengo, gestivano il potere esecutivo e giudiziario. Le prime leggi risalgono al 1263. Nel Secolo XV venne creato il Consiglio Grande e Generale, composto da 60 membri dell’Arengo, al quale furono delegate alcune prerogative dell'assemblea. I nuovi organi istituzionali assorbirono progressivamente la maggior parte delle prerogative dell’Arengo. Quest’ultimo, pur non essendo mai ufficialmente abolito, svuotato dalle sue funzioni non venne più convocato a partire dal 1571.
Età moderna Il 8 ottobre 1600 è stata promulgata la prima Costituzione scritta, le Leges Statutae Republicae Sancti Marini, che sono ancora alla base delle fonti del diritto sammarinese, assieme alla Legge elettorale degli Anni ’30.In seguito si assiste a un processo di deterioramento delle istituzioni: il Consiglio Grande e Generale, svincolato da ogni forma di controllo, diviene strumento per la realizzazione degli interessi di un numero sempre più ristretto di famiglie patrizie. Il Consiglio infatti cessa di essere eletto dall’Arengo ma viene rinnovato tramite cooptazione. All’inizio del Secolo XVII viene stipulato un accordo di protezione con lo Stato della Chiesa.L'indipendenza del piccolo Stato è stata messa in pericolo più volte: in tutta la sua storia, San Marino ha subito tre brevi occupazioni militari. Nel 1503 Cesare Borgia occupò la Repubblica per alcuni mesi fino alla sua morte. Successivamente, nel 1739, il tentativo di annessione allo Stato della Chiesa ad opera del cardinale Alberoni, fallito grazie all'intervento delle potenze dell’epoca, alla disobbedienza civile e alle proteste davanti al Papa Clemente XII. L’ultima occupazione del Paese avvenne nel 1944 ad opera delle truppe tedesche in ritirata e successivamente dagli Alleati, che lo occuparono per poche settimane. Lo Stato è stato riconosciuto dalla Francia di Napoleone nel 1797 e da altri Paesi europei al Congresso di Vienna del 1815. Si racconta che, per dimostrare la propria gratitudine, lo stesso Napoleone offrì ai sammarinesi di estendere i loro confini al mare, ma questi rifiutarono; ciò permise alla Repubblica di non essere assimilata ad alleato della Francia al Congresso di Vienna.
L’Ottocento  Durante il Risorgimento San Marino costituì un rifugio sicuro per molti dei personaggi che parteciparono ai moti di quegli anni, ai quali presero parte anche alcuni cittadini sammarinesi. Durante le vicende che hanno portato all’Unità d'Italia, San Marino assunse fortunosamente un ruolo fondamentale per Giuseppe Garibaldi che trovò rifugio sul Monte Titano quando, nel 1849, nel tentativo di raggiungere Venezia, si ritrovò circondato da quattro eserciti a Macerata Feltria. Garibaldi chiese di transitare attraverso San Marino al Consiglio Grande e Generale. In un primo tempo la richiesta venne respinta; successivamente venne reiterata, ma Garibaldi senza aspettare risposta oltrepassò i confini con i millecinquecento uomini rimasti e presentò personalmente domanda di asilo. Uno dei Capitani Reggenti, Domenico Maria Belzoppi I – che era liberale e carbonaro e fu incarcerato in seguito ai moti di Rimini del 1845 – glielo concesse in cambio della garanzia dell’indipendenza e della difesa del piccolo Stato da scontri armati. In seguito San Marino continuò a supportare i rifugiati e ad appoggiare le rivolte, pur in un clima di sospetto da parte dello Stato Pontificio e dell'Austria. I due Paesi progettarono un'occupazione armata per mettere in discussione la libertà della Repubblica. Grazie all'intervento della Francia di Napoleone III questo tentativo non ebbe esito. Con l’Unità d’Italia vennero meno i pericoli di invasione da parte di Stati stranieri. Un “Trattato d’amicizia” firmato il 22 marzo 1862 e revisionato nel 1939 e nel 1971 garantisce l’indipendenza della Repubblica, il buon vicinato e favorisce le relazioni commerciali. Le revisioni hanno provveduto a stabilire un’unione doganale e un contributo annuale garantito dall’Italia. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, alcune élite culturali propugnarono un progetto di riforme per la modernizzazione di una società agricola, fortemente conservatrice e arretrata dal punto di vista culturale. Alcuni segni della trasformazione socioeconomica si poterono riscontrare nella creazione del catasto nel 1858, nell’apertura di un nuovo ospedale nel 1865, nella razionalizzazione del sistema postale e dell’avvio del servizio telegrafico nel 1880, nella promulgazione di un nuovo codice penale che escludeva la pena di morte nel 1865. Ancora, nel 1880 venne potenziato il settore dell’istruzione con l’assunzione di molti insegnanti, nel 1876 viene fondata la Società di Mutuo Soccorso per aiutare l’esigua classe operaia, che promuoverà nel 1882 la creazione della Cassa di Risparmio. Tuttavia, l’economia sammarinese rimaneva pesantemente sottosviluppata, dominata da un’agricoltura inefficiente – impiegava oltre l’80% della popolazione, mentre artigiani, operai, commercianti erano circa il 10% – , sostanzialmente priva di attività industriali, con un forte tasso di disoccupazione. Per questi motivi, negli ultimi due decenni del secolo iniziò una forte emigrazione verso gli Stati Uniti, la Francia e la Svizzera....
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Musei

Orari:
Dal 20 marzo al 20 settembre:8.00 - 20.00
Dal 21 settembre al 19 marzo:8.50 - 17.00
I musei rimangono  chiusi nei seguenti giorni:  Natale, Capodanno, pomeriggio del 2 Novembre 

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IL MUSEO DI STATO
Il Museo di Stato di San Marino si è formato nella seconda metà del XIX secolo in seguito ad una serie di donazioni giunte da tutte le parti del mondo, dovute a molti ammiratori della Repubblica e inizialmente promosse dal conte Luigi Cibrario, ministro di Vittorio Emanuele II e plenipotenziario dello Stato sammarinese fin dal primo trattato con il Regno d’Italia (1862). E' stato inaugurato nel 1899 nel Palazzo Valloni, sede della Biblioteca Governativa. Reso autonomo nel 1982, è stato riorganizzato nell'antico Palazzo Pergami Belluzzi, opportunamente ristrutturato e riaperto al pubblico il 18 marzo 2001. Possiede materiali storici e artistici (quasi 5000 pezzi) alcuni provenienti da San Marino e pertinenti alla sua storia, e altri di diversa origine, dovuti ad acquisti, oltre che ai donativi fatti allo Stato dal 1865 ad oggi.

LE COLLEZIONI  Nel Museo sono esposti: 

  •  Reperti archeologici, dal Neolitico all’Alto Medioevo, alcuni dei quali famosi per la loro importanza, come i bronzetti votivi della “Tanaccia” e la borchia in oro del "tesoro di Domagnano", rinvenuti in territorio sammarinese.
  • Resti architettonici dell’antica Pieve di San Marino, con il cinquecentesco polittico di Francesco Menzocchi.
  • Dipinti ed oggetti provenienti dal seicentesco convento delle monache Clarisse.
  • Opere d’arte della Repubblica, con dipinti e sculture del Guercino, Pompeo Batoni, Elisabetta Sirani, Stefano Galletti e altri.
  • Monete e medaglie antiche sammarinesi (1865-1938).
  •  Reperti archeologici egizi, etruschi e romani, frutto di donazioni.
  • Oggetti d’arte e dipinti di varia provenienza e di varie epoche, con capolavori di Michele Giambono, Baccio Bandinelli, Tiburzio Passerotti, Bernardo Strozzi.
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    Indirizzo:
    Palazzo Pergami Belluzzi
    Piazzetta del Titano, 1 - San Marino
    tel. 0549 883835

    museodistato@omniway.sm
    info@museidistato.sm

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    Museo San Francesco
    Esposizione e ospitata nelle logge sovrapposte che costituivano il chiostrino quattrocentesco dell’antico convento francescano.  Il pregevole complesso architettonico fu fondato nel 1361 ed edificato dai maestri comacini, come confermano l’iscrizione nell’ingresso e i simboli scolpiti in alcuni blocchi di pietra della parete ovest ancora visibili passando nella contrada adiacente.  Nel corso dei secoli la costruzione ha subito notevoli trasformazioni e solo le mura esterne conservano le originali caratteristiche. L’interno della chiesa è stato radicalmente ristrutturato nel tardo Settecento. Il Museo, inaugurato nel 1966, si articola nella sezione di arte sacra e nella pinacoteca; in mostra gli esemplari più significativi del ricco patrimonio artistico del Convento e di altre chiese francescane: dipinti su tavola e su tela, un prezioso affresco proveniente dalla attigua chiesa, arredi, suppellettili e paramenti dal XIV al XVIII secolo, a testimoniare la storia della presenza dei Conventuali e il loro ruolo nell’evoluzione dell’arte e della cultura nella Repubblica.  Due piccole sale annesse al Museo ospitano la raccolta dedicata all'artista Emilio Ambron, costituita da dipinti e sculture della prima metà del ‘900, donate dall'autore.

    Indirizzo:
    Via Basilicius - 47890 San Marino
    tel. 0549 885132

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    I Torre o Castello della Guaita
    La Prima Torre, o Rocca, o Guaita, è la maggiore e la piu antica delle tre rocche che dominano dall'alto la Città di San Marino. Il suo nucleo centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano, risale al secolo XI ed è pertanto uno fra i più vetusti fortilizi d'Italia. E' caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive. Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari che furono abbassati nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo girone di  mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell'abitato. La cinta muraria interna, la più antica, è dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri, e la Torre della penna, l'antica torre di guardia  che fu ricostruita nella seconda metà del XV secolo. Nella sua struttura reca ancora le tracce dei successivi rifacimenti cui fu sottoposto il complesso difensivo: un pugnale scolpito su uno dei conci vicino al campanile e una iscrizione a caratteri gotici sul torrione orientale, ad esempio, sono stati riconosciuti come simboli lasciati dalle maestranze comacine che nel XIII secolo ne eseguirono il primo restauro, mentre le date 1481 e 1475 incise rispettivamente sull'arco della porta di accesso e sull'architrave di una feritoia ricordano gli importanti rifacimenti subiti negli ultimi decenni del XV secolo. Tuttavia le numerose ristrutturazioni alle quali è stato sottoposto il complesso difensivo, soprattutto nei secoli XV e XVI, non ne hanno alterato in modo sostanziale l'aspetto, che rimane austero e disadorno.
    L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l'apertura ai visitatori.

    Indirizzo:

  • Via Salita alla Rocca - San Marino
    tel. 0549 991369
  • Logge dei Balestrieri
    Giardino dei Liburni  - San Marino
    tel. 0549 882289>
    e-mail :galleria@museidistato.sm
  • Ex Chiesetta di Sant'Anna
    Via Donna Felicissima - San Marino
  • CAPPELLA DELLA ROCCA O DI SANTA BARBARA
    Al culto di Santa Barbara, protettrice degli artiglieri, era anticamente dedicato un piccolo altare all'interno del torrione sud. L'attuale chiesa, ubicata a ridosso delle mura esterne subito a sinistra dell'ingresso alla torre, è stata edificata soltanto nel 1960. Il piccolo edificio dalle forme semplici ed essenziali, conserva sulla porta una pregevole lunetta scolpita proveniente dalle rovine di una chiesa duecentesca situata nel Castello di Domagnano. All'interno, sull'altare in pietra l'effigie in bronzo di Santa Barbara con sei candelabri a forma di torri, realizzati appositamente dallo scultore fiorentino Bino Bini nel 1979.
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    TORRE CAMPANARIA
    Costruita verosimilmente verso la metà del XVI secolo, rappresenta per i sammarinesi un simbolo importantissimo. Durante i secoli passati la voce del "Campanone" sollecitava i cittadini alla difesa del paese nei momenti di pericolo; oggi sottolinea le più importanti ricorrenze civili e religiose della Repubblica. Dall'alto del campanile lo sguardo abbraccia l'intera città, su cui dominano il Palazzo Pubblico e la Pieve; in lontananza si scorgono gli speroni dell'Appennino romagnolo, e sulle alture più vicine i castelli, fra cui quello di Verucchio, che appartennero ai Malatesta di Rimini, avversari storici dei sammarinesi.
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    TORRE DELLA PENNA
    L'antica torre di guardia, a base pentagonale, è stata ricostruita nell'attuale aspetto nella seconda metà del XV secolo e da allora è rimasta pressoché inalterata. Nel XVI secolo è stata introdotta la copertura a spioventi. Dall'alto una incomparabile visione: contro l'azzurro del cielo si stagliano a nord est le poderose mura del castello della Seconda Torre coronate sullo sfondo dalle vette del Conero e sotto la fertile pianura che si estende fino alle spiagge dell'adriatico; a sud l'Appennino con il Monte Carpegna. Antico feudo dei duchi di Montefeltro, da sempre alleati di San Marino, il Carpegna costituiva un punto nodale per la difesa reciproca e un ottimo sito di osservazione del territorio dell'alta Valmarecchia e dei possedimenti del Granducato di Toscana.
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    PRIGIONI
    Dopo essere stata sede di varie istituzioni militari, dallanda metà del secolo XVIII fino al 1970 alcuni degli ambienti della rocca, quelli che anticamente costituivano gli alloggiamenti delle guarnigioni, furono adibiti a prigioni. Nelle anguste celle, che oggi ospitano piccole esposizioni temporanee, venivano tuttavia confinati solo coloro che dovevano scontare una detenzione non superiore ai sei mesi; per pene superiori era previsto il trasferimento dei condannati nelle carceri italiane.
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    Palazzo Pubblico
    Piazza della Libertà - San Marino
    tel. 0549 885370

    L’attuale edificio si erge sul luogo ove anticamente sorgeva il vecchio Palazzo denominato Domus Magna Comunis, costruito verosimilmente alla fine del secolo XIV che, dopo aver subito ripetuti restauri e consolidamenti, fu abbattuto alla fine dell’Ottocento perché minacciava rovina. Il nuovo Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu costruito tra gli anni 1884 -1894 su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri, presidente dell’Accademia di S. Luca a Roma, il quale, interpretando le aspettative e i gusti dei committenti sammarinesi, lo disegnò nello stile semplice e severo dei palazzi comunali dei secoli XIII e XIV. Per i lavori di ricostruzione, e in particolare per quelli in pietra, furono impiegate maestranze locali dirette dal capomastro sammarinese Giuseppe Reffi, mentre le decorazioni pittoriche, i manufatti in ferro battuto e gli arredi furono eseguiti da artigiani forestieri, scelti appositamente dall’Azzurri. Dopo cento anni di vita l’edificio, divenuto del tutto inidoneo alle moderne esigenze di sicurezza e funzionalità, è stato sottoposto a un complesso intervento di restauro e ristrutturazione, affidato all’architetto di fama internazionale Gae Aulenti, che si è concluso il 30 settembre 1996 con una solenne inaugurazione. Il Palazzo, nel quale si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato, è sede dei principali organi istituzionali e amministrativi sammarinesi:

    • i Capitani Reggenti Sono i Capi dello Stato. Sono due ed esercitano il loro ufficio collegialmente.  Vengono eletti dal Consiglio Grande e Generale fra i propri membri, durano in carica sei mesi e la loro investitura avviene il 1° aprile e il 1° ottobre di ogni anno. Ai Reggenti spetta il titolo di "Eccellenza", ma una volta terminato il loro incarico, non conservano né prerogative né titoli. I Capitani Reggenti coordinano, senza diritto di voto, le sedute del Congresso di Stato; convocano, presiedono e dirigono i lavori del Consiglio Grande e Generale e del Consiglio dei XII.
    • il Consiglio Grande e Generale  Organo legislativo dello Stato, è composto da 60 Consiglieri, eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni. Sono eleggibili nel Consiglio solo i cittadini sammarinesi che abbiano compiuto 21 anni e che non ricoprano cariche diplomatiche o consolari. Le funzioni del Consiglio Grande e Generale sono del tutto assimilabili a quelle di ogni altro Parlamento: oltre a quella legislativa, al Consiglio compete la funzione di controllo ed impulso dell'azione di governo. Il Consiglio è presieduto dai Capitani Reggenti che lo convocano almeno una volta al mese e ne redigono l'ordine del giorno sulla base degli orientamenti emersi nell'Ufficio di Presidenza, l'ufficio composto dai Capigruppo Consiliari che coordina e programma lo svolgimento dei lavori dell'assemblea.
    • il Consiglio dei XII  Già previsto dagli Statuti del 1491, il Consiglio dei XII è composto di 12 membri nominati dal Consiglio Grande e Generale al suo interno. Ha funzioni giurisdizionali di terza istanza in materia civile ed amministrativa.
    •  il Congresso di Stato  E' l'organo di governo della Repubblica. E' composto da dieci membri, i "Segretari di Stato", che esercitano collegialmente il potere esecutivo e sono titolari, ciascuno, di più deleghe politiche. Ad ogni Segreteria di Stato (assimilabile ad un ministero) fa capo un Dipartimento con funzioni di coordinamento dei rispettivi  uffici dell'amministrazione.
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    LA FACCIATA Bianca e ariosa è caratterizzata dalla presenza di tre grandi aperture ogivali e dalla sovrastante torre merlata dell'orologio. La sua superficie in pietra arenaria è costellata dagli stemmi di illustri casate italiane (Visconti, Montefeltro ecc.), mentre sopra le arcate del portico sono inseriti quelli dei quattro Castelli che componevano l'antico contado della Repubblica: Serravalle, Fiorentino, Faetano e Montegiardino. Al centro, fra due grandi finestre ogivali, un balcone poligonale dal quale, con una suggestiva cerimonia, vengono annunciati i nomi dei Capitani Reggenti eletti per il semestre. Sull'angolo destro dell'edificio una splendida statuetta in bronzo del Santo fondatore Marino, modellata nel 1894 da Giulio Tadolini (Roma 1849-1918); in alto, sulla torre dell'orologio, un trittico in mosaico di Murano raffigura i Santi Leo, Quirino e Agata. Sotto il portico, dove si aprono i tre grandi portoni di ingresso, un busto marmoreo, scolpito e donato da Giulio Tadolini, onora la memoria dell'artefice del palazzo, Francesco Azzurri.
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    L'ATRIO Dominato dall'ampio scalone in pietra che conduce alla balconata del piano ammezzato e ai piani superiori, è caratterizzato da uno stile sobrio ed elegante. L'alto soffitto, costituito da un impalcato in legno policromo, e il fregio decorativo, che corre tutto intorno, smorzano l'austerità delle pareti in pietra e conferiscono unità all'ambiente. Sulla parete di sinistra è appeso un imponente Stemma barocco della Repubblica, in pietra arenaria, che un tempo ornava la facciata del vecchio Palazzo; a destra, sotto lo scalone, un busto bronzeo raffigurante Giosuè Carducci, opera del cesenate Tullo Golfarelli, ricorda l'insigne poeta che il 30 settembre 1894 pronunciò l’orazione inaugurale del nuovo Palazzo. Decorano la parete dello scalone d'onore, assieme alle diverse lapidi dedicate a illustri personaggi sammarinesi e stranieri, due balestre da posta cinquecentesche, ultime superstiti di una originale e florida produzione locale. In fondo, sulla parete opposta all'ingresso, si aprono le porte dalle quali si accede agli Uffici della Segreteria Istituzionale e alla Sala delle Udienze, dove i Capitani Reggenti ricevono gli ospiti importanti e, periodicamente, i cittadini.
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    L'AMMEZZATO E' il piano intermedio fra il piano terra e il piano nobile, dal quale si diparte la balconata che si affaccia sull'atrio. Vicino alla porta che conduce al locale oggi adibito a Sala Stampa, una piccola tempera murale, realizzata su disegno di Francesco Azzurri, ricorda la liberazione della Repubblica dall'occupazione del Cardinale Giulio Alberoni, Legato Pontificio in Romagna, conclusasi il 5 febbraio 1740, giorno consacrato a Sant’Agata, che da allora venne elevata al rango di compatrona della Repubblica.
    Nel dipinto, meglio conosciuto come "lapide alberoniana", il cardinale Alberoni è raffigurato nel grande albero minaccioso che Sant'Agata, effigiata come una stella, colpisce con un raggio di luce disseccandolo e troncando il ramo da cui pende il suo cappello cardinalizio. Si sono voluti rappresentare così, tanto il fallimento dell’aggressione della Repubblica, quanto la fine della brillante carriera del Cardinale, che infatti nel conclave del 1740 non fu eletto, come sperava, papa.
    L'opera, come testimonia la iscrizione sottostante, è dedicata a quei personaggi che si adoperarono attivamente presso la curia romana per restituire l’indipendenza al territorio sammarinese. Accanto alla lapide è stato collocato il busto marmoreo di Papa Clemente XII che, nell’occasione, si adoperò affinché i sammarinesi potessero riconquistare la pace e la libertà perduta.
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    IL VESTIBOLO Proseguendo lungo lo scalone d'onore, si incontra l'ambiente su cui si aprono la Sala del Consiglio Grande e Generale e la Sala del Consiglio dei XII. Fra le due porte di accesso alla Sala del Consiglio Grande e Generale è possibile ammirare da vicino il trittico ceramico che originariamente ornava la torretta dell'orologio. Realizzato nel 1894 dal ceramista romano Guglielmo Castellani su disegno dell'artista sammarinese Pietro Tonnini il trittico, gravemente danneggiato dalla seppur breve esposizione agli agenti atmosferici, fu rimosso nel 1922 dalla sua sede e sostituito da uno identico in mosaico, commissionato ad una ditta specializzata di Murano. Secondo la tradizione l'opera raffigura i Santi Leo, Marino e Agata, ma l'inconsueta veste da soldato romano con la quale viene presentato Marino pone qualche dubbio sulla corretta lettura del dipinto. Più probabile sembra l'ipotesi avanzata di recente che identifica nel santo al centro S. Quirino, eletto protettore della Repubblica fin dal 1547. L'ipotesi sembra altresì confortata dal fatto che il Santo Marino è comunque 'presente' sulla facciata del Palazzo raffigurato nella bella statua in bronzo, modellata da Giulio Tadolini.
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    LA SALA DEL CONSIGLIO DEI XII E' una piccola sala di rappresentanza in stile cinquecentesco, la cui porta di ingresso reca l'iscrizione : "Animus in audiendo benignus" (Cortesia nelle udienze). Ospita una delle più splendide e più note immagini del Santo Marino, raffigurato mentre benedice la sua città che regge in mano. Tradizionalmente attribuito al Guercino, il dipinto è stato recentemente riconosciuto come opera del suo allievo e collaboratore Bartolomeo Gennari (1594-1661).
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    LA SALA DEL CONSIGLIO GRANDE E GENERALE Destinata allo svolgimento delle attività parlamentari di San Marino, ospita gli scranni dei 60 consiglieri e il trono dei Capitani Reggenti che ne presiedono le assisi. E' dominata dalla grande tempera murale che rappresenta L’apparizione di San Marino al suo popolo, dipinta da Emilio Retrosi nel 1894. Il Santo è raffigurato alle falde del monte Titano nell'atto di lasciare ai Sammarinesi il suo ideale retaggio di libertà e indipendenza; alla sua destra sono effigiati i due Capitani Reggenti circondati dai maggiorenti del Titano e da alcuni armati; alla sua sinistra il popolo e i rappresentanti delle varie corporazioni.Le decorazioni murali che ornano le altre pareti sono opera dei pittori senesi Pietro Lolli, Giuseppe Rossi e Carlo Merlini, scelti appositamente dall'architetto Azzurri. Sulla parete opposta alla tempera del Retrosi, in alto, si apre la Tribuna per il pubblico, dove al centro spicca una bella immagine allegorica della Repubblica; sotto la tribuna un monumentale camino in pietra con gli stemmi dello Stato e dei nove Castelli sammarinesi, scolpito dall'artigiano sammarinese Marcello Reffi.
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    LA SALA DELLO SCRUTINIO Vi si accede direttamente dalla Sala del Consiglio Grande e Generale. E' una piccola sala, le cui finestre si affacciano sulla Piazza della Libertà, dove semestralmente  si svolgono le operazioni di spoglio delle schede di nomina dei Capitani Reggenti. Ne ornano le pareti due importanti dipinti seicenteschi, raffiguranti San Giovanni Battista e San Marino lapicida, tradizionalmente attribuiti a Giovanni Lanfranco (1582-1647).
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    La seconda torre e il museo dei armi antiche
    Via Salita alla Cesta - San Marino
    tel. 0549  991295
     

    La Seconda Torre, o Castello della Cesta, sorge sulla vetta più alta del Titano a 755 metri s.l.m. e costituisce il passaggio intermedio di un percorso panoramico di incomparabile splendore, che sul ciglio del monte collega le tre antiche torri di San Marino. Il nucleo primitivo della Cesta, come testimonia l’etimologia latina del termine, era utilizzato come torre d’avvistamento già in epoca romana e la sua presenza viene citata, col medesimo nome, in un documento datato 1253. Nel 1320 venne munita di un alto muro esterno e raccordata al complesso delle fortificazioni della seconda cinta difensiva della città, mantenendo le sue funzioni fino alla fine del XVI secolo. La porta dalla quale si accede all'interno del fortilizio fu aperta nel corso del XVI secolo, e l'architrave, ai lati dello stemma della Repubblica, reca incisa la data 1596 ad indicare l'anno del suo rifacimento. Nonostante le modifiche apportate durante i numerosi restauri il Mastio a base pentagonale conserva inalterato l'aspetto caratteristico delle torri medievali con le caditoie e le balestriere. In disuso dal XVII secolo, il fortilizio è stato oggetto di un importante e radicale restauro nel 1924-25, che ne ha arrestato il degrado e gli ha restituito il suo aspetto originario. Dal 1956 è sede del Museo delle Armi Antiche, dove sono esposti circa 700 esemplari oplologici di diverse tipologie e diverse epoche.

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    Museo delle Armi antiche Nel museo viene presentata parte della ricca collezione oplologica che lo Stato ha acquisito fra il 1956 e il 1972.Il circuito espositivo, che si articola in quattro sale, traccia l’evoluzione delle "armi bianche" e "da fuoco" con esemplari di notevole valore storico comprendenti armature, armi in asta, armi da fuoco a miccia, a ruota e a pietra focaia, fino alle armi sperimentali della transizione ottocentesca e a quelle a retrocarica dell’ultimo scorcio del secolo XIX.
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    Sala I Evoluzione delle armi in asta: In esposizione una ricca collezione di "armi in asta" dalle poderose asce da guerra del XV secolo alle esili ed eleganti alabarde da parata del XVII. Fra queste di notevole interesse sono le asce da guerra, dotate di lame pesantissime, e alcuni esemplari  delle prime alabarde dalla forma tozza e approssimativa. Attraverso l'ingentilirsi delle forme dei falcioni e dei ronconi si testimonia il declino di alcune tipologie di armi in asta a favore delle armi da fuoco.
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    Sala II Armature e parti di armatura: I reperti di provenienza italiana, inglese e tedesca databili tra il 1490 e il 1630, mostrano l'eccelsa maestria raggiunta dagli armieri europei nella lavorazione degli acciai. Fra le armature veramente raro un pettorale da bambino, in acciaio inciso e dorato, realizzato in Inghilterra intorno al 1540 nella reale fabbrica d'armi di Greenwich.
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    Sala III Evoluzione delle armi da fuoco: Dai rudimentali archibugi a miccia del XV secolo fino ai rivoluzionari ritrovati tecnici del XVIII si offre una panoramica che testimonia l'alto grado di tecnologia raggiunta dai maestri d'arme, sensibili ai dettami artistici delle epoche che li videro in attività. Fra i pezzi di maggior pregio un raro fucile a pietra focaia e a retrocarica realizzato intorno al 1720 in una manifattura della Baviera Meridionale. Nella sala è presente anche una preziosa raccolta di spadini da lato impreziositi da raffinate incisioni e dorature.

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    Sala IV  Armi bianche e da fuoco sec. XVIII - XX : La rivoluzione industriale del primo '800 si riflette nella definitiva affermazione delle armi da fuoco sulle armi bianche. Di particolare interesse gli esemplari delle prime armi a retrocarica, le produzioni americane e i primi tentativi di ripetizione ordinaria. In una panoplia sono inoltre raccolti alcuni esemplari di armi e buffetterie della epoca napoleonica di fabbricazione francese, inglese e austriaca.
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    Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
    Via Eugippo - San Marino
    tel. 0549 883002/ 885414
    fax.0549 883003

    La storia della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea prende l’avvio nel 1956 con la felice stagione delle Biennali di San Marino. La prima edizione, intitolata "Premio d’Arte Figurativa del Titano", ebbe tra i suoi principali fautori e ideatori Mario Penelope, che riuscì a coinvolgere alcuni fra i maggiori artisti contemporanei, fra i quali Renato Guttuso intervenuto in qualità di membro della commissione giudicatrice. Il successo ottenuto da questa prima esposizione, alla quale parteciparono più di 515 artisti e circa centomila visitatori, incoraggiò gli organizzatori a reiterare l'esperienza, anche con l'obbiettivo di costituire a San Marino, attraverso la formula del "premio acquisto", una collezione d'arte contemporanea.

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    La collezione statale d’Arte Moderna e Contemporanea si compone di circa 750 opere, collocate storicamente fra i primi decenni del XX secolo e i giorni nostri e suddivise nelle diverse tipologie di espressione artistica: dipinti, disegni, acquerelli, sculture, fotografie. Acquisite per donazione o attraverso la formula del “premio acquisto”, comprate o commissionate direttamente agli artisti, tutte le opere testimoniano della lunga attività svolta da questo istituto nell'ambito dell'espressione artistica contemporanea. Così accanto alle opere di artisti di fama e prestigio internazionale, quali quelle di Renato Guttuso, Corrado Cagli, Emilio Vedova, Achille Perilli, Enzo Mari, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Gian Marco Montesano, Luigi Ontani, la collezione annovera i lavori di artisti "emergenti", spesso meno conosciuti e quotati, ma che contribuiscono a documentare la grande vitalità creativa e la complessità della produzione artistica contemporanea. La sede espositiva permanente della collezione è oggi situata nella Galleria di via Eugippo, nel centro storico di San Marino, sede che attualmente è in fase di ristrutturazione.
     
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